Danilo Arona a proposito de "L'estate di Montebuio"

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Chiara Perseghin da “Nugae” n° 19

Chiara Perseghin intervista Danilo Arona a proposito de "L'estate di Montebuio":

Da “Nugae” n° 19
Chiara Perseghin: Secondo te Lovecraft può essere ancora un riferimento per lo scrittore Horror del nuovo millennio?
Danilo Arona: Sì, per effetto delle più recenti scoperte della fisica quantistica. Certe implicazioni del Quantum Leap ti portano a considerare che l'orrore innominabile interfacciato al nostro reale, perché non percepito, non possa essere soltanto il delirio fantastico di uno scrittore di genere.
Chiara Perseghin: Ti possiamo quindi considerare un lontano pronipote di H.P. Lovecraft! Scherzi a parte. Stai ultimando (hai ultimato?) il tuo nuovo libro che uscirà a giugno. Mi accennavi che si tratta di un libro Lovecraftiano: in che senso?
Danilo Arona: Ci ho riflettuto a posteriori, molti giorni dopo averlo terminato. Con L'estate di Montebuio ho tentato di fare qualcosa di nuovo nel campo della narrativa horror autoctona. Un modello affiorante qua e là, a rifletterci, è probabilmente quello carpenteriano de Il seme della follia. Ed ecco da dove salta fuori Lovecraft... Se hai visto il film e lo ricordi, sai che era una rilettura molto strana e personale, scritta da Michael De Luca, di certe tematiche lovecraftiane, persino richiamate nel titolo che allude a Le montagne della follia. Il libro che fa impazzire chi lo legge, più “dimensioni” che collidono in una realtà all'apparenza oggettiva, le creature che non si possono descrivere... E' proprio lui, il solitario di Providence, riletto dal più radicale e personale dei registi horror americani. Del tutto inconsapevolmente, perché la mia intenzione era proprio un'altra, devo aver trascinato dentro il mio libro qualcosa di quel film (che peraltro amo, appunto, “alla follia”). Da qui la sua deriva un po' lovecraftiana, anche se devo dire che questo è un horror “italiano”. Nostrano nel DNA, nei personaggi, persino nel folclore di fondo niente affatto inventato...
Chiara Perseghin: Cercando di non svelare troppo, ci puoi dare qualche anticipazione sulla trama?
Danilo Arona: Uno scrittore horror si suicida in una notte di dicembre del 2007 alle tre del mattino, in punto. A Milano. Un suicidio misterioso e senza ragione, perché l'uomo nella vita aveva tutto e di più... Grande successo con decine di migliaia di copie vendute (e già da qui mi pare più che evidente la matrice fantastica del romanzo...), soldi a palate, villa a strapiombo sul mare, una donna meravigliosa e supersexy al fianco che per giunta era la sua agente. La motivazione del tragico atto forse è da ricercarsi nell'infanzia dell'uomo, per la precisione nell'estate del '62, in una vacanza che lui trascorse in un piccolo paese dell'Appennino Ligure, Montebuio... Un passato che ritorna con il ritrovamento di un piccolo cadavere mummificato, E purtroppo mi sa che devo fermarmi.

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